Isadora Duncan

Incipit (22): 51. Il giardino

HumusLaura m. De Matteis

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Un ricciolo d’aria mi corre sulla schiena. Scivola lungo il sentiero e si attorciglia in un angolo dove le tombe accatastate lo intrappolano in un vortice gelido che raduna mucchietti di foglie e le sparpaglia di nuovo sulla strada che risale verso altre tombe, verso volti scavati nel marmo strappato dalle mie ossa – esseri immobili, dormienti e tristi in eterno secondo la misura di un’eternità umana, fino alla memoria della sabbia. Continua a leggere

Incipit (6): 21. La donna nuda

Danzare la vita, Paolo Zardi

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«Affectation can be dangerous». Gertrude aveva detto proprio così, parlando della mia morte – mi arrivò il suo spiffero gelato mentre la mia anima si attardava a lasciare il mondo delle voci, della musica e del ritmo, ancora incerta, con la testa voltata all’indietro, lo sguardo oltre la spalla, come chi, uscendo troppo presto da una festa, si girasse un’ultima volta per istinto a guardare la sala, le luci, gli amici ancora intenti a ridere e a ballare, e vedesse qualcuno prendersi gioco di lei: «Finalmente fuori, quella donna così affettata!». Ma fui vezzosa? Danzai a piedi nudi – uno scandalo, a quei tempi – ricoperta soltanto da una sottile mussola, mostrando l’anima, e nient’altro che quella. Danzai la vita. La vita fu danzare.

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