Ancora Paolo Logli, su di noi (e per noi)

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Un’antologia ambientata al cimitero Père-Lachaise di Parigi, Claudia Boscolo

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Perché ambientare un’antologia nel più famoso cimitero del mondo? Non è un’idea balzana, una di quelle cose un po’ elitarie, da lettori svenevoli e amanti dei cliché, forse anche un po’ barocca?

Chi ci è stato sa che il cimitero Père Lachaise di Parigi è uno dei luoghi più suggestivi del vecchio continente. Imboccando il vialetto di ingresso si percepisce da subito la solennità del luogo, e un fremito coglie il visitatore alla vista dell’impressionante successione di nomi che risaltano sulle tombe. E allora perché non far rivivere questi personaggi, rendendoli protagonisti di brevi racconti che colgono aspetti meno noti delle loro vite, mescolando realtà storica e immaginazione?

Il progetto di questa antologia nasce grazie alla sinergia fra la curatrice Laura Liberale e l’editrice Raluca Lazarovici Vereș, che hanno creato la collana Italia Felix di Ratio et Revelatio. Si tratta di un progetto che vuole raggiungere un pubblico bilingue, italiano e rumeno…

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Incipit (16): 18. Il sangue

Jean-Paul e ioClaudia Boscolo

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Su quella tomba spoglia e fredda un medaglione ricorda la mia fisionomia, ma il corpo non è lì dentro. Il corpo è rimasto nell’esilio. A viaggiare, dopo la mia morte, solo il mio cuore. Fu messo in uno scrigno e trasportato qui, nella mia terra, come simbolo del mio amore per la Patria che sempre difesi, e del mio spirito animato dai furori della Rivoluzione.

Questa la vulgata. Ma io, Jacques-Louis, ora vi racconterò ciò che accadde realmente.

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Incipit (15): 79. Il ladro

Il gatto ladro. Melodramma semiserio in due atti, Francesca Bonafini

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Personaggi:

Carlo Attilio Belante – basso

Iolanda Lippoli, sua moglie – soprano

Gioachino Rossini Gatto – castrato

Gioachino Rossini Spirito – tenore

 

Ouverture

Correva l’anno 1999 quando lo scrittore Carlo Attilio Belante fu lasciato da Iolanda Lippoli, sua moglie, la quale se ne andò di casa portando con sé il pingue Gioachino Rossini, un florido e bellissimo gatto il cui manto rosso aveva determinato per semplice assonanza la scelta del nome.

L’abbandonato, uomo capriccioso e volubile nonché prolifico autore di grossolani romanzetti soft porno di discreto successo commerciale, sperimentò per la prima volta in vita sua la sensazione di horror vacui che attanaglia un narratore quando non riesce più a buttar giù neanche la lista della spesa. Continua a leggere

Sottobosco, Simona Castiglione (l’incipit)

 

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I ricordi venivano più forti quando mi appoggiavo alle maniglie di ferro freddo dell’autobus che mi portava al lavoro ogni mattina. Il ferro odora di sangue come il sangue sa di ferro, quello che sentivo nella bocca quando mi maciullavo le guance dall’interno con i denti.

Non riuscivo a smettere, la saliva mi faceva bruciare le piaghe che mi procuravo da sola, l’odore di sangue mi nauseava.

Da poco avevo cominciato a prendere un infuso cicatrizzante, ma un infuso che mi facesse smettere, quello non c’era o non lo conoscevo. Forse soltanto Baba Dora lo avrebbe saputo inventare, ma lei non esisteva più da tanto tempo ormai. Continua a leggere

Incipit (14): 9. La figliolanza

Quarantanove giorniSara Gamberini 

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Mi scriverai?

Ora che sono sdraiata su questa terra, insieme a te, mi posso finalmente allontanare senza patire l’assenza del tuo sguardo. Decomposti, i miei piedi saranno polvere insieme alle tue mani; abbiamo una rosa sullo stomaco rimasta intatta, chissà perché. Continua a leggere