Incipit (13): 28. I seni

Il rapitore di stelleCaterina Falconi 

Image

Il sogno l’aveva svegliato. Quel sogno era la causa di tutto.

Aveva rivisto il libro di pergamena, ne aveva sentito il peso tra le mani, e s’era disperato di non riuscire a concentrarsi sulle pagine aperte, perché il suo sguardo oscillava dal capolettera istoriato al corpetto della ragazza. Un corpetto di velluto rosa pesca aderente, con i ricami d’oro. Il rigonfio del seno attirava la sua mano. Non doveva accarezzarla di nuovo! Doveva insegnarle. Ma i capelli miele di lei ricadevano sulla mammella come un invito soffice.

Aprì gli occhi. Il cimitero era illuminato da lampioni che essudavano una coltre biancastra sulle sepolture. Un riverbero di quel chiarore penetrava nella cappella mortuaria in cui si erano nascosti in attesa che il custode chiudesse i cancelli. La paziente dormiva accanto a lui nel sacco a pelo steso sul pavimento di travertino, la lunga gamba lattea che sgusciava fuori. Era diversa dalla ragazza del sogno, come un’attrice è diversa dal personaggio storico che interpreta sul set. Diversa, ma non troppo. L’oscurità aveva risucchiato i colori, sostituendoli con tutte le gradazioni del grigio. La lacrima di sperma che si seccava sulla coscia di Blanche sembrava la scia argentea lasciata da una lumaca. François non poteva credere di aver fatto ancora l’amore con lei. Quando erano iniziati i sogni, quattro anni prima, era diventato impotente. Forse perché la visione del corpetto di velluto rosa era sempre seguita da un incubo insopportabile, che doveva aver guastato la sua psiche. In quest’incubo veniva assalito mentre dormiva nel proprio letto. Una specie di giaciglio, in una stanza umida. Apriva gli occhi nell’oscurità. Due uomini gli bloccavano le braccia. Uno gli tappava la bocca con la mano guantata. Sagome nere che si curvavano su di lui. Un terzo aggressore gli montava sulle gambe, gli sollevava bruscamente la tonaca, lo tastava e gli afferrava i testicoli. Il dolore esplodeva un attimo dopo l’evirazione, e François si svegliava urlando come un maiale scannato […]

Imagear

Annunci

Il tuo parere

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...