Incipit (4): 78. La bella figliola

NicchiaSimona Castiglione

 Countess di Castiglione 0

«Elle est arrivée! L’italienne!» Quando la mia carrozza partiva da casa e sfilava lungo gli Champs-Élysées fino ad arrivare all’ingresso principale delle Tuileries, mi sembrava che tutta la città fosse in fermento per me. Il cocchiere frenava i cavalli nel cortile schizzando ghiaia da tutte le parti – arrivavo sempre a palazzo usando i destrieri migliori della scuderia di Bocco – e uno o due paggetti correvano ad aprirmi la porta, mentre un altro filava dritto a fare l’annuncio: «Est arrivée! L’italienne!».

Non ho mai saputo realmente cosa provasse Eugénie, non me ne sono mai preoccupata. Speravo che si andasse a nascondere in qualche stanza buia a macerarsi nella vergogna – io l’avrei fatto – e invece era sempre lì ad accogliermi al braccio di Volpino. L’imperatrice Eugenia de Montijo col suo cane di un imperatore, altrimenti detto il parvenu. Regale come ci si aspettava da lei, mai un broncio, mai una smorfia di disgusto. Non all’apparenza, quanto meno. Occhi di brace viva, questo sì, sguardo che vedeva tutto, tizzoni accesi d’intelligenza. In fondo l’ho sempre stimata la Spagnola. L’ho odiata perché mi sapeva tenere testa, in tutto: era bella quasi come me – non l’avrei ammesso all’epoca, ma era così – e determinata. Ha fatto di tutto per liberarsi di me, degli italiani “senza vigore morale, buoni solo per le passioni della carne” […]

POSTARCHIVIO

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