La mia strada verso il Père-Lachaise, Laura m. De Matteis

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Tutti i miei viaggi sono partiti e sono terminati dentro un cimitero. L’idea stessa di Viaggio germinava nel desiderio di tornare – o di raggiungere – la terra che conteneva ossa legate, in un modo o nell’altro, alle mie. Raggiunsi l’Istria per la prima volta da adulta con la sola intenzione di sostare sulla tomba di mio nonno, e ogni luogo che abbia visitato in seguito mi ha visto aggirarmi tra tombe sconosciute, in cimiteri celebri o remoti. Remoti, per lo più.

Non sono mai stata al Père-Lachaise. Non sono mai stata a Parigi. Parigi è uno di quei luoghi, come la Valle dei Re e Bisanzio, che visiterò quando arriverà il tempo e che non visiterò da sola. Questo dissi a Laura quando mi parlò del suo progetto, credo fosse dicembre. Andrei a Parigi solo per poter avere anch’io un racconto da scrivere per te e per questa tua raccolta affascinante. Non è necessario che tu sia stata al Père-Lachaise: scrivi.

È cominciato tutto così, con i messaggi emozionati scritti in pausa pranzo prima di tornare al lavoro, con un’idea che diventava progetto e un progetto che diventava gruppo e piano piano persone, una dopo l’altra, che mi accoglievano come se fossi finalmente arrivata o come se fossi sempre stata lì, solo che ero distratta oppure dormivo.

Non ero mai stata al Père-Lachaise e di pochi Sepolti conoscevo tanto bene la storia da poterne scrivere, da poter entrare nei loro resti polverosi, ma conoscevo quella polvere, conoscevo la terra, e conoscevo la Morte e i cimiteri. Voilà. Sono entrata così in profondità dentro le fosse da divorarle tutte, da sentirle una per una: il mio racconto era lì sotto da qualche parte e poi è emerso con l’odore inconfondibile di fiori marci, di umidità e di forra. Il miracolo però è accaduto dopo, quando ci siamo accorti, noi tutti che abbiamo letto le prime bozze del racconto di ciascuno e le abbiamo commentate e sviluppate insieme, che l’antologia conclusa era un testo unico, un’opera coerente e fluida nonostante le diversità e le caratteristiche di ogni autore. Dentro un cimitero, ognuno di noi ha messo un pezzo di sé, ma la nostra Creatura non si è svegliata con i lamenti mostruosi dei cadaveri male assemblati dal dottor Frankenstein: è nata con la sua voce chiara, con il timbro vibrante di chi possiede una storia e la ricorda bene. Il Creatore, qui, è stata l’amorevole Raccoglitrice di Ossa, la Madre che incuba e rigenera, la Dea Bianca, la Baba Jaga… È stata Laura Liberale l’antica Heqet, la levatrice. Le sue dita hanno tessuto le nostre voci fino a farle suonare come una sola, plasmata sul sussurro della sua.

Questa raccolta è una creatura profondamente amata – è un atto, non un prodotto. Perciò tutto si amalgama e si srotola poi nei suoi mille sensi, nei simboli e nelle traiettorie dei nostri molti spiriti, e il Viaggio diventa un treno a vapore che attraversa i boschi dell’Europa e gli imperi sorti e caduti, le capitali dimenticate, le cose morte e i morti stessi, fino a insinuarsi come il riverbero di un diapason percosso dentro ciascuno di voi che leggete, che leggerete, per farvi parte e farvi riconoscere che tutti – dai celebri Sepolti del Père-Lachaise, alla Corte dei Miracoli dei ventitré autori, alla coraggiosa e illuminata Editrice, alla Curatrice e a tutti voi che prenderete parte a questo Viaggio – siamo davvero fatti della stessa materia e abbiamo la stessa storia da raccontare.

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